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LEZIONI
Nel seguito e nel menu a destra sono riportati alcuni brani tratti dalle lezioni tenute nel corso dei workshop, assieme ad appunti ed articoli.
IMPARARE A VEDERE
Imparare a fotografare non significa acquisire un’abilità tecnica quanto rieducare la mente a “vedere”.
Senza l’acquisizione di questa consapevolezza a poco serve avere l'ultimo modello di reflex digitale e conoscere perfettamente tutte le sue funzioni. Le foto possono essere perfette tecnicamente ed assolutamente inutili per esprimere qualcosa.
Fotografare non significa ritagliare un rettangolo di realtà, ma interpretarla, farla vedere altri dal vostro personale, unico, punto di vista.
Ma l'interpretazione può essere fatta solo se, prima, abbiamo imparato a vedere. Ma cosa vuol dire? Tutti, a parte eventuali difetti dell'occhio..., pensiamo di saper vedere.
Fare una foto è un po' come fare un disegno dal vero: spesso non riusciamo a copiare la realtà, ma inconsciamente riproduciamo simboli che la rappresentano, stereotipi che non riescono a riprodurla. La maggioranza degli adulti non sanno disegnare proprio per questo motivo, invece di vedere e riprodurre sul foglio cio che hanno di fronte al naso, danno un nome a tutto ciò che vedono e poi disegnano una specie di simbolo di quel concetto. Fotografando spesso facciamo un errore simile, avendo davanti un soggetto che ci piace, che ci interessa, spesso pensiamo che queste qualità vengano immagazzinate automaticamente nella foto. Ma così non è.
È ovvio che ci siano soggetti più o meno forti ed espressivi, ma spesso è il modo in cui viene fotografato che rende un soggetto più o meno interessante e comunicativo.
E la maniera migliore per comunicare è suscitare emozioni, lo sanno molto bene gli artisti, ed anche i pubblicitari!
Cosa vuol dire perciò fotografare?
a) Abituare la mente a vedere senza filtri mentali. Ovvero esaminare senza preconcetti ciò che appare nel mirino della fotocamera, imparare a non presupporre nulla, ciò che vediamo sarà ciò che registreremo, nulla di più, nulla di meno. Imparare a distaccarci dalle nostre interpretazioni mentali, ed affidarci piuttosto alle sensazioni, cercando di capire da dove nascono, imparare cioé ad essere dei “testimoni” obiettivi di quello che proviamo.
b) Operare una selezione consapevole di ciò che compare nell’inquadratura. Non inquadriamo mai casualmente, ogni cosa che compare nell’immagine dovrebbe avere un senso. Con l'esperienza si può anche inquadrare istintivamente, senza neanche guardare nel mirino o sullo schermo, ma questo è un altro discorso.
c) Decidere su basi funzionali ed armoniche angolo di ripresa, prospettiva e sfondo. Le modalità di inquadratura ci servono per comporre I diversi elementi costituenti l’immagine nella maniera più chiara ed espressiva possibile.
d) Valutare la luce. Solo attraverso la luce possiamo definire e dare carattere al nostro soggetto.
e) Scegliere il momento di scatto. Anche il momento di scatto deve essere frutto di una scelta consapevole, deve essere il momento più appropriato per definire la situazione che vogliamo documentare, la fotografia di bambini non è mai statica.
Il vero fotografo è colui che riesce ad incorporare tutto questo dentro di se ed a farlo istintivamente, quasi senza l'intervento della razionalità. Il motivo principale di ciò è che il corpo, l'istinto, possono essere estremamente più veloci della mente più rapida.